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Test di sistemi di calibrazione
Colorvision PrintFix Pro Suite
L'esemplare per il test è stato fornito da Aproma

Recensione di Fernando Carello



Risultato della calibrazione

A questo punto il software ha costruito sia una tavola di correzione (LUT) da caricare nella memoria della scheda video per effettuare una prima, grossolana, correzione dei colori, sia un profilo ICC che corregge gli scostamenti residui e "descrive" le caratteristiche del monitor, utilizzabile dalle applicazioni ICC-compatibili, come ad esempio Photoshop.

E' importante tener presente questo doppio passaggio: la tavola di correzione per la scheda video viene caricata ad ogni avvio del sistema operativo, e serve per correggere la gamma del monitor e per neutralizzare i grigi, almeno in prima approssimazione.

Questa correzione basata su taratura della scheda video -un po' quello che fa Adobe Gamma- è immediatamente visibile e non richiede l'intervento di un motore di Color Management; è quindi sfruttabile da tutte le applicazioni, anche non ICC-compatibili, ma non è completamente accurata. Il profilo ICC è in grado di completare il lavoro, indicando al motore di Color Management -e quindi alle applicazioni compatibili ICC- gli scostamenti residui da correggere e i limiti del gamut dello schermo.

Guardiamo più da vicino il profilo generato dal software Spyder2 Pro.



Analisi del profilo


Si nota che il punto di bianco ottenuto è a 5800 K; un valore intermedio tra i due standard più diffusi, 5000 K e 6500 K.

L'analisi ci mostra che il software dello Spyder2 ha costruito un profilo ICC "a matrice". Questo tipo di profili è più semplice di quelli normalmente utilizzati per stampanti, scanner e fotocamere digitali; come conseguenza è poco adatto a periferiche che presentino pronunciate non-linearità o altre anomalie.

Tuttavia, dobbiamo ricordare che una prima correzione è già apportata dall'apposita tabella caricata nella scheda video: quindi il profilo ha meno lavoro da fare.

Il vantaggio dei profili a matrice è il minor peso sul sistema: il motore di Color Management ha molti meno calcoli da fare. Questo è molto importante per un profilo di schermo dato che, a differenza ad esempio di un profilo da stampante (impiegato solo subito prima di una stampa), viene applicato di continuo quando si lavora con un'applicazione compatibile ICC.

Tracciamo il gamut colore descritto dal profilo appena creato:



Gamut plot 1


Il grafico più interno, completamente colorato, rappresenta lo spazio colore sRGB; il grafico più esterno rappresenta lo spazio AdobeRGB e il grafico interno descrive la gamma colori rappresentabile dal monitor che abbiamo appena calibrato.

Come si vede, il monitor è in grado di coprire un gamut superiore all'sRGB, il che è un risultato molto apprezzabile specie per un LCD.

Se non avessimo creato questo profilo colore, avremmo dovuto accontentarci del file ICC fornito dal produttore:



Gamut plot 2


Come si vede in questo grafico, il profilo è più sacrificato nella zona del giallo-arancio-rosso, molto importante per le stampe perché è proprio dove le stampanti inkjet vantano un gamut particolarmente esteso.

L'impiego del calibratore Spyder2, quindi, non solo ci ha restituito uno schermo correttamente tarato: ci permette anche di sfruttarlo meglio, pilotandolo con un gamut leggermente più ampio in una fascia importante di colori.


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03.04.2006